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Il disastro è servito al ghiacciaio del Fellaria a quasi 3600 m........

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Pubblicato da Colombarolli Davide in webcam · 12 Agosto 2020
Probabilmente questa missione è stata una delle più belle dal punto di vista paesaggistico, quanto frustranti dal punto di vista tecnico. Nata dall'esigenza di ripristinare una delle due webcam installate al 28 Giugno, (nella fattispecie la Tikee che non dava più segni di vita dopo un temporale ai primi di Luglio) alla fine la débâcle è stata talmente totale, che sono riuscito a far smettere di funzionare anche quella che fino al quel momento stava lavorando tranquillamente in santa pace.
 
Ma andiamo con ordine; organizzata la squadra di 4 temerari alpinisti/tecnici, il 12 Agosto si parte dalla diga dell'alpe Gera in Valmalenco per il lungo itinerario (quasi 12 km e 1500 metri di dislivello) che porta dapprima sulla fronte ovest del ghiacciaio a quota 2800 m e poi, dopo una zona piuttosto pianeggiante fin verso i 3050 m,  sulla rampa finale e molto crepacciata che sale ai 3500 m del passo dei sassi rossi, quindi alla webcam a quota 3560 m sopra il bivacco Pansera.
Arriviamo a destinazione verso mezzogiorno dopo circa 5 ore e un quarto, consci che avremmo avuto circa 1 ora e mezza di tempo relativamente buono, ma che poi avremmo dovuto ridiscendere a "gambe in spalla" a causa del maltempo incalzante. Provati dalla lunga salita, dopo un doveroso e rigenerante boccone ci mettiamo all'opera sulle webcam, io sulla ipcam Bitline e gli altri sulla Tikee. Sulla Bitline in realtà avrei dovuto fare solo delle migliorie nelle impostazioni dell'immagine, per le quali occorre collegare il pc al quadro elettrico, alzare due levette sullo switch della scheda elettronica e smanettare….
 
Inizio a lavorare quando comincio a sentire le prime imprecazioni di Matteo O. Non va, non si accende, cazzo di qui, cazzo di là.........insomma, mollo il mio lavoro e mi aggrego al gruppo di "smadonnatori seriali"constatando il probabile decesso della webcam. Insomma, un tira e mollla che ha dilatato il tempo talmente tanto che è presto arrivata l'ora di mollare tutto e iniziare la discesa. Torno al mio pc, chiudo il programma, lo spengo, scollego il cavo lan e abbasso le levette dello switch, o quantomeno ho creduto di farlo..............
 
La prima parte della discesa non è stata la cosa più tranquillizzante di questo mondo. Affrontare un ghiacciaio crepacciato alle 13.30 di un caldo Agosto, occorre sangue freddo e un buon santo in paradiso. E' così che per ben due volte, la mia gamba destra affonda improvvisamente rompendo un leggero ponte di neve su un crepaccio nascosto, ma per mia fortuna, per due volte lo zaino si appoggia al ghiaccio e mi sorregge. Siamo ovviamente legati tra di noi, ma cadere in un crepaccio è esperienza da evitare se possibile. Evidentemente oltre ad essere il più vecchio del gruppo, sono anche il più pesante perché chi mi precede passa tranquillo, io invece faccio cedere i ponti di neve. Beh, comunque, arriviamo alla piana di quota 3050 m, ci sleghiamo, controllo velocemente lo smartphone per vedere se la webcam lavora, ma vedo solo l’immagine del bivacco tra le nuvole e non faccio caso all’ora dello scatto.
 
Nel frattempo il tempo peggiora e ci becchiamo qualche goccia d’acqua, scendiamo praticamente di corsa e dopo una breve pausa al rifugio Bignami, in tre ore totali siamo alla macchina. Abbracci e congratulazioni di rito con tutti dopodichè si propende per il più classico dei classici, il ristoratore per eccellenza, panino birra e relax post missione. Arriviamo finalmente al bar, ordiniamo i panini e subito la birra, contemporaneamente prendo il fido smartphone, ricontrollo l’immagine della webcam…….noto che è parecchio simile a quella che avevo visto un paio di orette prima……….allargo l’immagine e controllo l’ora riportata sulla foto……………13,15. Li per lì non dico nulla ma capisco immediatamente tutto, ed il dramma comincia ad invadere le mie stanche membra………due sono le cose……..o non c’è segnale dati per trasmettere le immagini, oppure ho fatto la cazzata del secolo io…………..Ahimè la seconda ipotesi si è rivelata in seguito quella giusta. Delle due levette che dovevo riabbassare sulla scheda elettronica dopo aver spento il pc, non so il perché e nemmeno il “percome”, ma una è rimasta su…………..risultato? Niente più immagini on line fino alla successiva risalita (avvenuta poi 25 giorni dopo con una mirabolante e fulminea incursione in elicottero).
 
Da quel momento e per qualche giorno avvenire è un continuo darmi del pirla da solo cercando di ricordare gli ultimi istanti di ciò che ho fatto in quota……….Ma non si può certo menare il can per l'aia a lungo,ad un certo punto però cerco di lavorare di mente, mi giustifico, penso a come rimediare, alla successiva missione di riparazione al malfatto e questo mi solleva.
 
La morale è comunque sempre quella, diceva una famosa pubblicità e la micina frettolosa fà sempre i micini ciechi diceva un vecchio proverbio. Le cose fatte di fretta, con la stanchezza addosso e mettiamoci anche la quota (quasi 3600 m), difficilmente escono perfette…e così è stato.
Ringrazio i miei compagni di quel giorno, il capocordata Michele O. il fratellino Simone C. e Matteo O.







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